Mi ricordo ancora la poesia imparata a memoria in seconda elementare dove si racconta la storia di una foglia che all'arrivo dell'autunno si stacca dall'albero, 'povera foglia frale, ove vai tu? dal faggio la dove io naqui mi divise il vento...' e da quando ero piccola l'autunno mi è rimasto sempre caro. Amo gli alberi d'autunno, anche la pineta del litorale ha la sua magia di colori caldi e all'ombra del verde manto dei pini marittimi si trovano cespugli di asparagi selvatici con delle belle bacche rosse, si trovano ghiande e bellisime foglie colorate.
Mi piacciono anche le atmosfere un pò caliginose quando l'umidità avvolge tutto e anche i rumori sono ovattati, si percepisce il mare senza vederlo, si raccolgono secchielli di conchiglie abbandonate dalla risacca e poi si corre in casa a riscaldarsi con un buon caffè. Nell'attesa di questi momenti ormai vicini ieri ho preparato questo cestino che porta in casa l'atmosfera autunnale e, a tempo debito, verrà sostituito dalla corona dell'avvento. Il tempo vola, come le foglie d' autunno.
La Foglia _di G.Leopardi
Lungi dal proprio ramo, povera foglia frale, dove vai tu?
Dal faggio là dov'io nacqui, mi divise il vento.
Esso, tornando a volo dal bosco alla campagna, dalla valle mi porta alla montagna.
Seco perpetuamente vo pellegrina, e tutto l'altro ignoro.
Vo dove ogni altra cosa,
dove naturalmente va la foglia di rosa, e la foglia d'alloro.









