E' il tempo delle mele nell'orto, cadono con tonfi sordi, rotolano e si lasciano nascondere dalle foglie, giocano a cucù tra l'erba che allegramente ha invaso le aiuole lasciate vuote dalle piante di verdure estive.
Hanno un profumo particolare queste mele, sanno di erba, di gioco, di vento e di sole.
A mangiarle così, appena raccolte dall'albero, ma anche da terra, magari ancora umide di guazza, hanno il gusto della libertà, dolci ed asprette a volte sembra quasi che nascondano un sentore di cannella.
Sono un inno alla diversità queste mele, non una uguale all'altra, tutte con una spiccata personalità e una peculiare forma, prima di sistemarle nella vecchia cesta in fil di ferro mi diverto a metterle in fila sul muretto dell'orto, dalla più grande alla più piccola, una colorata sfilata dove, per questo o per quello, vincono tutte.
Mi piacerebbe durassero tantissimo, per poterle usare a Natale come decoro genuino e mangereccio, ma come tante altre belle cose la loro durata è breve ma in compenso il profumo ed il gusto sono intensi.