venerdì 18 novembre 2011

kaki







Kaki o cachi o caco? Non so quale sia il giusto nome per indicare quest'albero, forse tutti e tre, la pianta è quella del diospyros kaki e in Europa è giunta dalla Cina verso la metà del'ottocento, anche se era conosciuta già da tempo.
A me questo frutto piace solo sull'albero dove regala atmosfere autunnali impagabili, così carico di frutti arancio, simili a palloncini, e le foglie che a volte assumono un colore rosso e giallo così intenso che alla base dell'albero sembra sia steso un prezioso tappeto persiano.
Non so se vi siete mai fermati ad osservare un caco avvolto dalla nebbia, tutto grigio intorno e come d'incanto emergono dall'angolo del giardino questi frutti che sembrano quasi illuminati dall'interno, oppure il contrasto molto azzardato, ma bello come solo natura sa fare, tra l'azzurro terso del cielo invernale e l'arancio vivace dei cachi. Mi è capitato di vedere un grande caco nel pieno dell'inverno, nemmeno una foglia, ma tanti frutti tutti incappucciati di neve, tante faccine dall'allegro berretto.
Questo albero porta in sè anche messaggi simbolici, nell'area dello scoppio della bomba atomica a Nagasaki gli unici alberi a sopravvivere furono sette kaki e da allora furono nominati, come simbolo di speranza, Albneri della pace, nel salento una credenza popolare vuole invece che se qualcuno dice una bugia vicino ad  albero di kaki subito a questo gli cadranno tutti i frutti.
Lungo una strada che costeggia la laguna c'è questa casa colonica disabitata da tanti anni, è molto anonima, triste quando penso all'abbandono suo e di tante altre case simili, anche se il contesto paesaggistico è molto bello e interessante, quando però l'autunno si avvicina ed il grande albero che ha davanti si colora d'arancio diventa un  punto focale difficile da ignorare e questo effetto dura a lungo, facendo pure la gioia di tanti merli che volentieri si fermano per un goloso pasto.


Posted by Picasa

15 commenti:

Cinzia ha detto...

In effetti passando da quelle parti, questa casa, in questo periodo non passa inosservata...
Che colori, fantastico!
Cinzia

❣❤ Daniela ❤❣ ha detto...

Che bella pianta, e che belle foto!

Teresa ha detto...

io amo questo frutto meraviglioso, quelli molto maturi e morbidi mi fanno impazzire, ho provato a far si che le mie pesti li apprezzassero, ma non ci sono riuscita.
Teresa

clob ha detto...

hummm j'aime aussi les Kakis .. les miens sont murs dejà avant que les feuilles ne soit tombées avec ce bel automne!
Votre arbre est très beau !

delia ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
delia ha detto...

Ammiro il tuo blog, unisce due mie grandi passioni, il giardino e il ricamo. Anch'io ho un Kaki in giardino, in questo periodo si fa guardare per il colore acceso delle sue foglie e per i suoi frutti appesi, buonissimi!
Un caro saluto
Delia

Nicole ha detto...

Gli alberi di cachi con i loso frutti colorati, sempre più rari da trovare, mi mettono allegria! Se il frutto non ti piace, spesso "raspa", hai mai provato la marmellata o il gelato fatti con questo dolcissimo frutto?
Un caro saluto, Nicole

cleme ha detto...

Veramente stupendo! Tinu

Susanna ha detto...

Anche il mio albero di kaki è carico di frutti arancioni fiammeggianti e privo di foglie. Peccato che vadano sprecati perchè non apprezzati troppo in famiglia. Ottima anche la marmellata con questo frutto.
Che dire poi di quella splendida casa che risalta ancora di più come sfondo a quel ricco albero?
Buon fine settimana
Susanna

lolle ha detto...

Gattoni ti ringrazia per il gentile commento!

Fiori, libri, deliziose creazioni...complimenti, che bello questo tuo "giardino"!

Anna ha detto...

Vedo che abbiamo avuto la stessa idea, fotografare un albero di kaki...solo che il tuo è bello pieno ed è una meraviglia..il mio invece è stato razziato dai merli...però è "avvolto" dalla nebbia..siamo in sintonia?! Un abbraccio, Anna.

Lilybets ha detto...

Anche io ho un senso di tristezza profondo quando vedo una casa vuota,la casa secondo me ha un'anima,tanti ne sognano una e lasciarla sola ed abbandonata mi sembra un peccato.Bello,davvero belo questo post,un bacio.

il mondo di Iris ha detto...

Cara Marina,
a chi lo dici? Sai che solo a riguardare le foto mi assale una tristezza immensa, non so che farci, dovrei essere felice di aver avuto la possibilità di visitare un luogo meraviglioso, invece la nostalgia ha il sopravvento e la tristezza di non essere ancora li non mi abbandona mai.
Le case coloniche abbandonate che incontro nella strada verso Bibione
hanno un fascino particolare, chissà che grandi famiglie le abitavano, chissà quante storie perdute. Le tue foto come sempre mi lasciano incantata.
Buona domenica
Angela

Carla ha detto...

bellissimo albero! anch'io ne ho uno un giardino e rappresenta un'enorme tavolata per merli e storni che, golosissimi, si mangiano tutti i frutti in battaglie senza fine!

letrecivette ha detto...

Quest'anno ne abbiamo piantato uno anche noi e non vedo l'ora di vederlo carico dei suoi colorati frutti,splendide le immagini!
A presto mOnica